Vita Liquida / Testi


Mordimi

(P. di Ronza)

Non posso tollerare tempi
più lunghi della mia esistenza
In attesa di un rinascimento
da decadi di decadenza.

È una morte per inedia,
l’agonia del nostro intelletto
chiuso dentro ad un’ascidia,
per morire in primavera.

Mordimi, dammi una scossa
[voglio sentire i denti contro le ossa]
Mordimi, fammi del male
[perché il dolore per lo meno è reale]
Mordimi, come una mela
[lasciami un segno dove prima non c’era]
Mordimi, non è peccato
[se prima di ingoiare non mi hai già baciato]

La povertà dei miei pensieri
è un incidente di percorso.
Da quasi diecimila ieri
sa come rianimare il mio rimorso.

L’elusione del conflitto,
per un quieto vivere inerte.
In attesa di un riscatto,
rimanere prigioniero.

Mordimi, dammi una scossa
[voglio sentire i denti contro le ossa]
Mordimi, fammi del male
[perché il dolore per lo meno è reale]
Mordimi, come una mela
[lasciami un segno dove prima non c’era]
Mordimi, non è peccato
[se prima di ingoiare non mi hai già baciato]

Incatenato a desideri, pieni delle tue labbra rosse…
Potrà un tuo bacio risvegliarmi da quest’impasse…?

Mordimi!
Mordimi!

Troppo veloce

(P. di Ronza – P. Cappabianca)

Vivere è lanciarsi,
e al suolo schiantarsi,
ed essere felice che a tuffarsi c’eri proprio tu.
Donare a braccia tese,
voler senza pretese,
ed essere contento, perché non lo rifarai mai più.
Non lo rifarai…

Ma chi sei? Dove vai?
Perché tendi a non voler sbagliare mai?
Ma chi sei? Dove vai?
Perché tendi a non voler sbagliare mai?

Vivere è lasciarsi,
perdersi e trovarsi,
con il boarding-pass di sola andata e posto unico.
Vivere è ferirsi,
vivere è incantarsi.
Un’opera d’arte in brutta copia esposta al pubblico.
[Non lo rifarai…]

Ma chi sei? Dove vai?
Perché tendi a non voler sbagliare mai?
Ma chi sei? Dove vai?
Perché tendi a non voler sbagliare,
tendi a non voler sbagliare,
tendi a non voler sbagliare mai?!?!

Vivere è lanciarsi,
vivere è schiantarsi,
vivere è lasciarsi…
Vivere è lasciarsi!

Vivere è lasciarsi!
Vivere è lasciarsi!
Vivere è lasciarsi!
Vivere è lasciarsi!

Frenesia

(P. di Ronza)

Alle volte sembra quasi che
l’ironia dell’esistenza
non stupisca neanche gli uomini, oramai.

Rarefatti, tra le scie di un’elusiva indifferenza,
incrociandosi, senza sfiorarsi mai.

Limiti liquidi
Stabiliscono, in silenzio, i confini di te stesso.

È la frenesia, giocare con la sorte,
ogni istante alla ricerca di una strategia
per correre più forte.
È la frenesia, ferirsi con il vetro
dei legami andati in pezzi, e dissanguarsi
pur di non guardare indietro.

E alla fine della storia,
sembra sia un anacronismo
preservarsi dalla volatilità.
Ogni desiderio futile
viene spinto al parossismo.
Il consumo stesso ti consumerà.

Dormire, dormire…
Solo sogni ad occhi aperti,
figli di pensieri spenti.

Tu non mi vedrai giocare con la sorte,
perché sai dove mi troverai,
ogni volta che respirerai più forte…

È la frenesia, giocare con la sorte.
Ogni istante alla ricerca di una strategia
per correre più forte.
È la frenesia, ferirsi con il vetro
dei legami andati in pezzi e dissanguarsi
pur di non guardare indietro, indietro.

Prigioniero

(P. di Ronza)

Ogni mio pensiero ha la tua forma.
Respira, si nutre del tuo nome

E danza, vive… Quando? Dove?
Il primo momento? Non saprei…
La mia prima primavera nasce insieme a lei.

Lascia solo che rimanga
alla luce del tuo sole,
e non avvertirò più il freddo,
né la sete, né il dolore in una goccia dai tuoi occhi…
La mia vita ha il suo sapore,
fino a che sarò al sicuro, prigioniero nelle stanze del tuo cuore.

Sorrido al mio nuovo domani,
per te che sei la mia speranza.
Quando del candore c’era solo l’ombra, ormai,
tu sei scesa, come neve nuova su di noi.

E sentivo già di amarti,
ironia del nostro amore,
ancor prima di vederti,
ancor prima di sapere
dedicarti la mia vita.
Viola, il fiore ed il colore.
E mi sentirò al sicuro,
prigioniero nelle stanze del tuo cuore,

del tuo cuore.
Nel tuo cuore,
nel tuo cuore.

Io sentivo già di amarti,
ironia del nostro amore,
ancor prima di vederti,
ancor prima di sapere
dedicarti la mia vita.
Viola, il fiore ed il colore.
Ora tienimi al sicuro, prigioniero nelle stanze del tuo cuore.

Polvere


(L. Schiavone/E. Ruggeri )

Piano americano, e sfioro il tavolo con la mano.
Pomeriggio strano, un desiderio che è fuggito lontano.
Polvere, gran confusione, un grigio salone,
in quale direzione io caccerò la

polvere dai miei pensieri, e quanti misteri,
coi pochi poteri che la mia condizione mi dà.

Aria un po’ viziata, quella finestra andrebbe spalancata.
Tela rovinata, e la cornice tutta consumata.

Polvere, troppi ricordi, è meglio esser sordi,
e forse è già tardi per togliere la

polvere, dagli ingranaggi, dai volti dei saggi,
coi pochi vantaggi che la mia condizione mi dà,
che la mia condizione mi dà.

Non mi cercare, che non mi riconoscerai…
Non mi cercare, che non mi riconoscerai…
non mi riconoscerai…

Vita Liquida


(P. di Ronza)

Questo il ritmo che ti impongono da quando nasci [nasci]
E nel frattempo cresci
nella convinzione che poi sia normale, questo
è paradossale!
Correre e restare fermi nello stesso posto….
Vedi, la tua smania di trovare un senso è un controsenso nella pratica.

Fermo, in questa perdurante condizione d’ansia [ansia],
di eterna distanza.
Di chi sia la colpa, a questo punto della storia,
non ha più importanza,
tanto non c’è tregua né armistizio, né indulgenza,
ipotesi di assenza,
eppure tu l’assenso a questa guerra non l’hai dato mai!

Una lacrima cade senza fare rumore, nell’oceano di questa Vita Liquida.
È una lotta incessante, per riuscire a restare per lo meno fedeli ad un’identità.
Sentimenti annegati negli abissi del mare, persi tra le correnti e la velocità.
Siamo come rugiada in una cava di sale,
in un cava…

Forse potrei provare un’altra linea, un altro ritmo,
Oppure stare zitto…
…forse sono matto…
Non c’ è soluzione a questo enigma, ma il soluto
dentro la sostanza della mia esistenza sintetizza l’instabilità.

Una lacrima cade senza fare rumore, nell’oceano di questa Vita Liquida.
È una lotta incessante, per riuscire a restare per lo meno fedeli ad un’identità.

Cerco una preghiera che mi dia conforto.
Muto come pelle che accarezza il piombo.

Una lacrima cade senza fare rumore, nell’oceano di questa Vita Liquida.
È una lotta incessante, per riuscire a restare per lo meno fedeli ad un’identità.
Sentimenti annegati negli abissi del mare, persi tra le correnti e la velocità.
Siamo come rugiada in una cava di sale,
in un cava di sale!

IO = SATANA


(P. di Ronza)

Cambio idea e la ricambio, per ricambiarla in attesa che cambi qualcosa,
di rimando mi trovo a considerare i termini di un’autoaccusa.

Forse sono il mio stesso nemico, ed è per questo che mi contraddico.
Ecco il bandolo della matassa, ma non so dipanarne l’intrico.

Quanto vorrei essere popolare, ma tutto ciò che riesco a fare è andare

Giù, giù, fuori di testa!
Io come Satana,
fuori dal Paradiso e
Giù, giù, sotto la terra!!
Io come Satana,
il buio il male, la notte!!

Contro moda, contro corrente, contro tutti indistintamente…
Talmente contro da detestare anche me stesso, praticamente!

Anonimo oppure impopolare, qui tutto ciò che riesco a fare è andare

Giù, giù, fuori di testa!!
Io come Satana,
fuori dal paradiso e
Tu, tu, giri la sedia!!
Io come Satana,
è l’ironia della sorte…

il buio il male la notte!!

Forse chissà, la popolarità… ma sai che c’è, io voglio solo andare

Giù, giù, fuori di testa!
Io come Satana,
fuori dal Paradiso e
Giù, giù, sotto la terra!!
Io come Satana,
il buio il male, la notte!!

Fino in fondo


(P. di Ronza)

Se avessi solamente adesso,
se avessi solo questo istante,
farei della mia vita melodia,
nella speranza che quel suono
rimanga insieme a te per sempre,
ovunque voglia dire andare via.

Sentimi,
fino in fondo all’anima
o più dentro se lo vuoi.
Sentimi,
ogni giorno Primavera sia
negli occhi tuoi.

E se potessi definire
l’anatomia di un’emozione,
da te le mie parole attingerei.

Così saresti in ogni verso
tra le molecole d’inchiostro,
in ogni pagina che scriverei.

Sentimi,
fino in fondo all’anima
o più dentro se lo vuoi.
Sentimi,
ogni giorno Primavera sia
negli occhi tuoi.

Sentimi,
anche quando è buio
saprai riconoscermi.
Sentimi,
e credimi, paura non avrai
di perderti.

Puoi credermi


(P. di Ronza)

È strano sai, non chiami quasi più
puoi dirlo, ormai non vivi più di me.
Non tornerò sui miei passi,
ma, credimi, non provo più rimorsi.

Non credere che la mia vita cambi senza te.
Non lascerò che il mio dolore arrivi dove sei.
Non ti darò mai più parole a cui puoi dire no.
Puoi credermi, puoi credermi.

È strano sai, non soffro quasi più,
per te che a volte torni ad ammalarmi, ammaliarmi…
Non tornerò sui tuoi passi,
ma, credimi, amavo i tuoi discorsi.

Non credere che la mia vita cambi senza te.
Non lascerò che il mio dolore arrivi dove sei.
Non ti darò mai più parole a cui puoi dire no.
Puoi credermi, puoi credermi.

To France


(M. Oldfield)

Taking on water, sailing a restless sea from a memory…
The wind carries into white water,
far from the islands.
Don't you know you're never going to

get to France.
Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

Walking on foreign ground, like a shadow,
roaming in far off territory.
Over your shoulder, stories unfold, you're
searching for sanctuary.
You know you're never going to

get to France. Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

I see a picture by the lamp's flicker.
Isn't it strange how dreams fade and shimmer?

never going to

get to France. Mary, Queen of Chance, will they find you?
Never going to get to France.
Could a new romance ever bind you?

Never Going to get to France…
Never going to get to France…

Tra veglia e sonno / Testi


Incubo

(P. di Ronza)

Tu, un sole che non scalda, eppure mi ferisce destandomi dal sonno.
Luce di una nuova alba, non voglio aprire gli occhi, per rivederti

mentre mi risveglio, e piano, cerco nel mio letto, invano,
sogni che non ho vissuto mai. Per dirmi ancora che

non sei un incubo, una nebbia intrisa di malinconia.
Non sei un incubo. Passo dopo passo guidi la mia mente verso la follia.

È come immaginavo, nel buio dei miei giorni mi muovo per inerzia, ormai.
Schiavo di un’abitudine malsana come te, che mi tormenti

col richiamo del tuo suono; ma non ho più forze, sono
stanco di seguirti ovunque. Io desidero fuggire

via! È un incubo! Fuori da una strada che non è più mia!
Tu sei un incubo! Tutto si dissolve nel rovente abbraccio di una malattia…

Una luce che si spegne sul sentiero, oltre il limite di sogni che non ho vissuto…
Una voce che si spezza sul sentiero, oltre il limite di sogni che non ho vissuto…

Mai! Mai!

Tu sei un incubo, una nebbia intrisa di malinconia.
Tu sei un incubo. Passo dopo passo guidi la mia mente verso la follia…
Follia… Follia… Follia… Follia…

Mi ami o no?

(P. di Ronza)

Una fotografia che rimarrà nascosta.
Una domanda a cui non dare mai risposta:

Noi due, amici oppure amanti?
O solo due fra tanti? O solo due fra tanti?

Ma fino a che sarai un chiodo nella mente,
dimmi, che importa se tu mi ami o no?

Se mi ami o no? Se mi ami o no?
Se mi ami o no? Se mi ami o no?

Una parola accresce la distanza,
e tu ne hai una per ogni circostanza.

E sei in ogni mio rimpianto.
Dolore e disincanto. Dolore e disincanto.

Ma fino a che il tuo male mi farà più vivo,
dimmi, che importa se tu mi ami o no?

Se mi ami o no? Se mi ami o no?
Se mi ami o no? Se mi ami o no?

Se mi ami o no? Se mi ami o no?

Ma fino a che il tuo fuoco scioglierà il mio inverno,
dimmi, che importa se tu mi ami o no?

Se mi ami o no? Se mi ami o no?
Se mi ami o no? Se mi ami o no?

Se mi ami o no? Se mi ami o no?

La malinconia

(P. di Ronza)

Sogni, memorie, la dolce illusione che il
tempo sia, in fondo, solo una dimensione
che i sensi non sanno comprendere appieno.

Dimenticare, stregati da nuove certezze,
assopiti dal canto di false promesse,
già infrante ancor prima di nascere.

In fondo…

La malinconia è un istante che non si è mai concluso,
intrappolato tra le righe di un saluto.
È la paralisi del tempo che racconta la tua vita in un momento.
(La tua vita in un momento)
La tua vita in un momento.

Andare avanti, anche se tutto è spento nell’
inevitabile incedere lento dei giorni.
Per quante altre volte ritroverai

ancora

la malinconia in un abito che non hai mai messo?
Nell’armadio il tuo passato, un sentimento non espresso,
per giurarti ancora che domani non sarà lo stesso,
perché rinascerai.

E ti chiedi che cosa sarai…
Ma sai che di nuovo ti dissolverai nella malinconia,
nella malinconia.

La malinconia, una fiamma che brucerà il presente, all’ ideale di una dimensione libera e sognante. Il tuo cuore, insieme fragile e più duro di un diamante. (È più duro di un diamante). È più duro di un diamante.

Libera

(P. di Ronza)

Cadono, stelle più fragili di sogni che, oramai, stanno svanendo.
Stringerli oggi non servirà, già si dileguano, presi dal vento.

Sciolti, dissolti, ridotti a brandelli di inutili malinconie.
Ceneri bianche, frammenti di niente,
una pagina vuota fra le tue poesie.

Sei libera… Sei libera…
Sei libera… Sei libera…

Ora puoi tornare a sorridere, scrivere pagine di un’ altra storia,

dimenticando ogni reminiscenza,
fingendo non sia stato mai.
“Dimenticare”, che tra le parole
è più adatta a descrivere i resti di noi.

Sei libera… Sei libera…
Sei libera… Sei libera…

Sei libera… Sei libera…
Sei libera… Sei libera…

La notte


(S.Adamo)

Se il giorno posso non pensarti,
la notte maledico te…
e quando infine spunta l’ alba,
c’è solo vuoto intorno a me.

La notte tu mi appari immensa,
e invano cerco di afferrarti;
ma ti diverti a tormentarmi…
La notte mi fai impazzir!

La notte mi fai impazzir! Mi fai impazzir!

E la tua voce fende il buio,
mi chiami e mi tendi le mani,
ma il mio sangue si fa ghiaccio,
quando ridendo ti allontani.

Il giorno splende in piena pace,
e la tua immagine scompare,
mentre felice trovi un altro,
un altro che ti fa impazzir…

La notte mi fai impazzir! Mi fai impazzir!
Mi fai impazzir! Mi fai impazzir!
Mi fai impazzir! Mi fai impazzir!

Stella polare


(P. di Ronza)

Mostrati! Come una fiamma sulle maree,
fendi la tenebra, e svegliati! Fammi luce…

Guidami, filo d’ Arianna, oltre il margine
della tempesta che via da lei mi conduce…

Solo e alla deriva attendo immobile
che un bagliore squarci il velo della notte.

Vivo sognando il riflesso di Lei,
nella mia danza coi venti Alisei.
Lei, che è l’Aurora nel vuoto che sento,
stella polare sul mare del tempo,
sola ragione di luce nel mio disincanto.

Bruciami, scalda la mia solitudine.
Come una febbre divorami dall’ interno.

I miei regni in polvere in un attimo.
Ogni mio pensiero si trasforma in sale.

Vivo sognando il riflesso di Lei,
nella mia danza coi venti Alisei.
Sola ragione di luce nel mio disincanto.

Tu sei l’errore che non cambierei,
sangue e peccato di cui morirei.
Perché sei l’Aurora nel vuoto che sento,
stella polare sul mare del tempo,
Sola ragione di luce nel mio disincanto,
nel mio disincanto.

Tu sei l’Aurora nel vuoto che sento,
stella polare sul mare del tempo,
sola ragione di luce nel mio disincanto.

“Io” non lasciarmi mai


(P. di Ronza/P. Cappabianca)

Mi sembra quasi che la mente tardi a capire.
È quasi come se null’ altro voglia sentire.

Lontano dal mio me sorridere è uno stile.
Mi sembra quasi che niente mi possa stupire, ormai.

“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…
“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…

E quanti fiori sono incolori
distanti dal mio giardino o appena fuori

Lontano dal mio me, nessuno può capire
quanto sia ostile il mio rapporto col mio stile ormai…

“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…
“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…

“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…
“Io”, non lasciarmi mai… “Io”, non lasciarmi mai…

Ossessione


(P. di Ronza)

Riuscire a vederti nel buio di questo silenzio
È come lasciare che il male mi passi attraverso

Come vento tra le mani
Tu sei vento e ti allontani…

Sognami… Come un’ossessione!
Toccami, io non sono un’illusione, un’illusione!

Continuo a fissarti dal margine dei miei pensieri.
Così si ripete la storia di tutti i miei ieri.
Come un mantra il mio segreto,
ogni volta che ti vedo

Sognami… come un’ossessione!
Toccami, io non sono un’illusione,

ma prigioniero della mia stessa follia,
nel mio desiderio che tutto ti parli di me.

Sognami… Come un’ossessione!
Toccami, io non sono un’illusione,

io non sono un’ illusione.

Tra veglia e sonno


(P. di Ronza)

Sogni ricorrenti, come foglie di Settembre.
Autunno nei dipinti tra le pagine di questa storia.

Qui racconterò di come andasti via,
di quanto vorrei fosse solamente una bugia

questo non chiedersi perché non ci sei,
solo per continuare a credere che esisti.

Tra veglia e sonno, sulla linea tra la notte e il giorno,
vivere a metà
tra veglia e sonno. Melodia recondita in un sogno,
la tua voce mi illumina.

È un romanzo che parole non avrà,
ma solo un gesto, vivo, impresso nell’ eternità
di chi continuerà a sorridere,
per dissolvere l’ oscurità che è dentro.

Tra veglia e sonno, sulla linea tra la notte e il giorno,
vivere a metà
tra veglia e sonno. Melodia recondita in un sogno,
la tua voce mi illumina.

Tra veglia e sonno, le carezze toltemi dal tempo
sono ancora là
tra veglia e sonno, posso dire ancora che ti sento,
luce della mia anima.

Viola elettronico / Testi


Anemia

(P. di Ronza)

Brucia sulla pelle il dubbio della maschera:
“È indifferenza o soltanto mera vanità
la sottile smorfia di piacere che ti provoca?”

Ogni sensazione non ha vie per scivolare.
Mettono radici nelle vene i fiori del male,
stillano dagli occhi viola denso le mie lacrime

Non ha alcun senso fingere
se resti e senti il cuore che…

Si spacca dentro… spacca dentro…
si spacca dentro… spacca dentro l’ anima, è così
che muore Dio tra le mie mani!

Guarda tra le ombre, prende forma la follia.
Soffocano grida spente da una vana ipocrisia:
l’ illusione che non sia più affetto da quest’ anemia

Non ha alcun senso fingere,
non so ignorare un cuore che…

Si spacca dentro… spacca dentro…
si spacca dentro… spacca dentro l’ anima, è così
che muore Dio tra le mie mani!

Specchi

(P. di Ronza)

Un riflesso, un’ illusione
una nuova tentazione
un riflesso per guardare
la tua immagine e godere

le tue mani su di me sono ancora languide
come un gioco, se vuoi, mi puoi tenere…
su di un filo in bilico; sai che non ti chiederò
quante volte ancora mi vuoi lacerare

vetro e ghiaccio nelle vene
cristallizzano, sono catene
in un dedalo di specchi,
perso nel riflesso dei tuoi occhi

le tue mani su di me sono ancora languide.
come un gioco, se vuoi, mi puoi tenere..
su di un filo in bilico; sai che non ti chiederò
quante volte ancora mi vuoi lacerare

le tue mani su di me sono ancora languide.
come un gioco, se vuoi, mi puoi tenere..
su di un filo in bilico. sai che non ti chiederò
quante volte ancora mi vuoi lacerare..
vuoi lacerare..
vuoi lacerare..

Notti senza tempo

(P. di Ronza)

mille nomi, mille strade, mille giorni sembrano ripetersi
persi nel respiro della gente che si affanna per rincorrersi

resta un unico pensiero, sospeso come sempre a un attimo
nudo tra le mie mani, ne sento ancora il palpito...

notti senza tempo, sotto un cielo che si è spento adesso
vado via
fuori, nel silenzio, anche l' innocenza ha un prezzo e sia quello che sia
il naufragare in questo mare...

tutto passa, tutto scorre, tutto cambia e con il tempo poi
non fa più rima
perso nell' istante successivo mi dimentico di cosa fossi prima

e vorrei fermare il tempo per un attimo
ma non oso immaginare, la mia unica risorsa è vivere...

notti senza tempo, sotto un cielo che si è spento adesso
vado via
fuori, nel silenzio, anche l' innocenza ha un prezzo e sia quello che sia
il naufragare in questo mare non è dolce come una poesia!

l'infinito non è una poesia
l'infinito non è una poesia

Violentami

(P. di Ronza)

Guardami in silenzio, ora che la notte scende
Tu che non stai zitta neanche quando sei silente
Tu imperscrutabile, imprescindibile
Con quello sguardo vitreo fisso su di noi
Inesorabilmente spettatori e schiavi… tuoi

Violentami… violentami… non darmi il tempo di pensare
Violentami… violentami… in ogni impulso cerebrale
Violentami… violentami… sebbene sappia di sbagliare
Violentami… violentami… indietro non si può tornare, mai!

Parlami più forte, ora voglio stare sveglio
Spegnimi la mente, è quello che sai fare meglio
Ora come allora, ora più di ieri
Eri già presente, vera dentro l’ anima
la rete dei tuoi inganni è troppo fitta per evadere.

Violentami… violentami… non darmi il tempo di pensare
Violentami… violentami… in ogni impulso cerebrale
Violentami… violentami… sebbene sappia di sbagliare
Violentami… violentami… indietro non si può tornare, mai!

Controlli la mia mente, manovri le mie scelte
Come fossi una bambola… mi fai girare…

Violentami… violentami… non darmi il tempo di pensare
Violentami… violentami… in ogni impulso cerebrale
Violentami… violentami… sebbene sappia di sbagliare
Violentami… violentami… indietro non si può tornare, mai!

Bella d'estate

(Mango / Dalla)

È solo un addio,
credimi io non ci penso mai.
Vedo che hai pianto
tu lo sapevi ma da quando?
Bella d’estate vai via da me…
Notte d’incanto
è bello vedere le luci laggiù
io sono stanco
non voglio parlare, parla tu.
Bella d’ estate vai via da me…

Forse perché ti credevo felice così
proprio così fra le mie braccia…
Forse perché ci bastava arrivare fin qui
come onde di notte sulla spiaggia…
La la la la la
La la la la la

Piccoli fuochi,
noi siamo zingari di periferia…
i nostri son giochi
che durano poco
e la notte se li porta via…
bella d’estate vai via da me…

Forse perché ti credevo felice così…
proprio così fra le mie braccia…
forse perché ci bastava arrivare fin qui
come onde di notte sulla spiaggia…
La la la la la
La la la la la
Chiudi gli occhi e ti senti per sempre così…
ancora qui fra le mie braccia…
per tutti e due basterebbe tornare fin qui
come onde di notte, come onde di notte
come onde di notte sulla spiaggia…

Memoria

(P. di Ronza)

Quante vite scorrono, quante dimenticherai perché si ricordino di te.
Quanti veli cremisi sopra gli occhi stenderai, per celargli l’ evidenza che
Ha il vuoto lancinante di un arido ripetersi la storia
Nel gioco della differenza tra la dimenticanza e la memoria Memoria…

Sangue lungo questa via sceglierai di spargere,
frasi strette attorno al cuore come dita gelide
versi messi sulle labbra di una diva o una puttana
che vorrà cantare al mondo intero un’altra Iliade

La Fine delle cose, sorella e controparte della Vanagloria
Cancellerà la differenza tra la dimenticanza e la memoria (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)

Hai mai cercato dentro lo sguardo di chi dimentica
Il segno vivido del palpito di un’ anima?
A cosa puoi rinunciare
Per stare nella differenza tra la dimenticanza e la memoria (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)

Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)
Memoria… (dimenticami)

Solo rumore

(P. di Ronza)

A volte capita di fermarsi.. considerare...
riorganizzare le idee seguendo lo schema di nuovi pensieri,
quando ti accorgi che le parole
non corrispondono ai fatti
ma sono solo un’ immagine disconnessa dalla realtà.

E ti rinneghi nel sangue
se chi ti guarda negli occhi,
se chi ti dice di stare sicuro
è il primo che ti mette contro il muro!

Sono stanco di sentire alibi e ragioni vane,
le parole fanno solo rumore!
Sono stanco di sentire alibi e ragioni vane,
le parole fanno solo rumore!
Le mie lacrime non sanno..

Parlare, dimenticare, trovare un senso all’ errore
di rimanere nell’ ambito di una retorica fatta di frasi già dette.
E ti promettono il mondo su di un piatto d’ argento
per dissolversi puntualmente come polvere nel vento,
solo polvere nel vento..

E non esiste coerenza,
ma solo codici da decifrare,
nessuna analogia tra il dire e il fare

Sono stanco di sentire alibi e ragioni vane,
le parole fanno solo rumore!
Ho bisogno di ricevere qualcosa di reale,
guardati allo specchio prima di parlare.
Le parole fanno solo…
solo rumore…
solo rumore…
solo rumore

Nulla per caso

(P. di Ronza)

Ci sono giorni, oppure no… che tutto sembra spento…
eppure chiaro e nitido come in un dipinto,
dove ogni cosa rimane ferma esattamente al suo posto dentro la cornice
descritta dai miei occhi mentre guardo il mondo,
perfettamente in bilico sopra il cielo e sull’ inferno,
quasi senza un filo conduttore tra le cause e gli effetti delle sue espressioni…

Finché verrà sola tra un milione e un attimo una sensazione per convincermi che
nulla accade qui per caso.

È come l’ alternarsi del giorno con la notte,
o come il susseguirsi nella mente di frasi mai dette,
o solo come quando senti che sei vivo e cerchi nei tuoi sensi la ragione
che si ostina a leggere un collegamento tra le tue emozioni, tra la gioia e il pianto,
proprio come quando sei lontana e resto ad aspettare, sai che sto contando ancora i giorni…

Finché verrà sola tra un milione e un attimo una sensazione per convincermi che
nulla accade qui per caso, nulla accade qui per caso.

Perché tu sei sola tra un milione e un attimo una sensazione per convincermi che
nulla accade qui per caso, nulla accade qui
perché tu sei sola tra un milione e un attimo una sensazione per convincermi che
nulla accade qui per caso, nulla accade qui per caso.

Rinascere

(P. di Ronza)

nel silenzio perdersi, nell’ assenza sterile e indolore
nel silenzio arrendersi, schiavo di un nuovo giorno nel cercare

luce dove non esiste niente che ti dia risposte
solo 21 anni e stai dimenticando

sogni che ti diano ancora aria
per gridare al cielo la tua volontà di rinascere

almeno una volta, eludendo gli esiti del fato
rivivere uscendo dalla stasi del vuoto

che risuona nella mente, echi di promesse infrante
tra le mura del silenzio ritrovare

sogni che ti diano ancora aria
per gridare al cielo la tua volontà di rinascere
e non svanire, non svanire ancora
per gridare al cielo la tua volontà di rinascere

<